mercoledì 24 settembre 2014

Stabilità psico-fisica

Un allievo mi ha scritto: "vengo alle lezioni per ricercare la stabilità psico-fisica".
Ecco quello che gli ho risposto:

Tu ricerchi la centratura psico-fisica e lo yoga si occupa del corpo e della mente.
Nessuna di queste due cose è di per sé stabile.
Il corpo fisico appartiene a questa dimensione ed ha un suo ciclo, un suo divenire.
La mente ha una naturale struttura instabile.
Ne consegue che la centratura psico-fisica è anch’essa variabile.
Secondo questo ragionamento cercare un equilibrio psico-fisico che vale per sempre, per giunta all’interno del tempo che cambia tutto, potrebbe essere una operazione improbabile.
A mio parere l’equilibrio possibile è quello di saper stare nel flusso della vita. Quindi un equilibrio che cambia insieme alle condizioni che cambiano. Forse è anche per questo che i saggi insistono sul vivere il momento presente, ed il presente non è mai uguale a sé stesso. Forse è proprio l’equilibrio che sappiamo trovare nel breve momento presente il massimo che possiamo fare. Un equilibrio che cambia continuamente insieme al flusso energetico in cui siamo immersi. Ecco, un limite delle religioni è suggerire soluzioni definitive e durature mentre la realtà si manifesta chiaramente come instabile, variabile ed in continuo divenire. Qualsiasi chiesa è destinata a diventare fossile perché si cristallizza con cose già dette.  Possiamo rifarci a cose relativamente certe e questo rappresenta il bivacco avanzato della spedizione, poi però la spedizione prosegue verso l’ignoto. Vivere è avventuroso, sorprendente e nient’affatto scontato. Cerchiamo quello che i maestri hanno cercato, andare oltre è seguire il flusso del cambiamento, accettando quindi il cambiamento.
Qualcuno di noi sente di avere al suo interno qualcosa di duraturo, di eterno; questo è confermato da maestri e da scritture. Ciò non toglie il fatto che questo nucleo profondo stia viaggiando in una dimensione dinamica con cui deve fare i conti.
Così come il massimo della conoscenza è sapere di non sapere, il massimo dell’equilibrio è accettare l’instabilità.
Buona ricerca!

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