martedì 8 luglio 2014

Yoga e difesa dell'ambiente

L'invito è stato quello di partecipare alla gita di due giorni sul versante marino delle apuane per ammirare il passaggio del disco solare nella finestra circolare del Monte Forato.
Cosa c'entra lo yoga con i movimenti del sole e con una gita in montagna?
Fare yoga significa
anche essere attenti alle fasi salienti dello scorrere del tempo scandito dai movimenti che avvengono dentro il sistema solare in cui siamo immersi.
Scandire il tempo con l'unità di misura dei movimenti astronomici aiuta a sentirci nella realtà di un divenire proveniente da forze universali.
La gita in montagna realizza lo yoga in cammino, ovvero permette di realizzare lo yoga come unione con l'ambiente che ci circonda. Anche la vita ci circonda.
Yoga non si realizza solo su un tappetino ma anche e soprattutto tramite l'esperienza nella realtà che condividiamo con altri esseri umani, il pianeta terra con i suoi monti, mari, pianure, laghi, città e paesi.
È yoga condividere con altre persone l'esperienza comune di trovarci sul pianeta terra ed osservare ciò che è possibile condividere senza preconcetti ideologici, usando gli strumenti che tutti abbiamo, i sensi, ed una parte dell'intelletto che fa capo alla logica.
Dunque questa occasione ci ha permesso di conoscere meglio il gruppo montuoso delle Alpi Apuane.
Impossibile non accorgersi della loro presenza, della loro importanza sugli ambienti che abitiamo e quindi sulla nostra stessa esistenza, intesa sia come collocazione geo-fisica che come fatto condizionante le nostre sfere più intime.
Dunque cosa succede al territorio delle Alpi Apuane?
Appena si va su si vede lo scempio provocato dall'asportazione di intere creste, predazione di materiali che sta continuando e che è obbligatorio far smettere.
L'uomo che si appropria delle risorse, quello che se ne frega dell'impronta ecologica, che vive per avere e non per essere, è il responsabile di questo scempio che va fermato.
Il gruppo di Apuntrek che ci ha accompagnato nelle due giornate è rappresentato da Stefano Pucci e da Rosita Biagini, guide escursioniste diplomate che amano queste montagne e che non sopportano la distruzione cieca di questa parte del pianeta.
Riporto qui sotto uno scritto provocatorio, paradossale ed a detta di Stefano anche poetico; questo è il mio contributo a favore delle montagne Apuane, buona lettura.

"Davide e Golia sulle Apuane, ovvero Willow e le ghiande magiche"

Chi ha visto il film di Willow sa di cosa parlo: di un giovane apprendista stregone che per salvare una bambina dall'invidia di una strega viene incaricato di trovare e salvare la bambina. Un apprendista stregone a cui il maestro consegna alcune ghiande magiche da usare come armi in caso di necessità. La necessità si manifesta quando l'inferiorità dell'apprendista stregone si manifesta sotto le mura del castello del cattivo di turno che dall'alto delle mura deride il piccolo apprendista, il quale dichiara: "Sono un potente stregone e posso farti malissimo con queste ghiande!". La risposta è una risata fragorosa da parte di chi si sente potente ed invincibile.
Il finale però è a favore del piccolo stregone che trova molti aiuti ed usa anche le ghiande lanciandone una contro la strega cattiva col risultato di sgretolarne, ahimè solo momentaneamente, il corpo.
Willow si troverà poi a lottare fisicamente fino all'estremo, mettendo in gioco la sua stessa vita, usando anche lance e mazze.

Golia; pantaloni neri e camicia bianca, cravatta, tratti del viso orientali o medio-orientali, un maggiordomo al seguito, sorvola in elicottero privato le vette marmifere apuane; vede il marmo di Orto di Donna.
Il suo occhio frontale è una pistola laser, simile a quella che noi usiamo al supermercato e con quella pistola inizia a fare la spesa puntandola sulle cave.
Cinquanta metri cubi di Orto di Donna, ottanta metri cubi di Pizzo dell'Uccello, trenta metri cubi di Solco di Equi, sessanta metri cubi di Passo della Focolaccia. Totale duecentotrenta metri cubi, in blocchi od in ciottoli non importa, ormai il marmo non interessa più in quanto marmo ma in quanto carbonato di calcio, richiestissimo.
Questo moderno Golia è super fornito di petrol-dollari o sudor-dollari, le ricchezze accumulate col sudore e con la vita dei tanti orientali sottopagati e sfruttati.
Questo moderno Golia distribuisce potentissime seghe diamantate che sono in grado di affettare le Apuane come fa il coltello con una torta.

Dall'altra parte Davide che ultimamente si fa chiamare Stefano, abbigliamento da montanaro, tratti del viso sorprendentemente arrotondati, da ligure-apuano mischiato con chissà quale razza forse proveniente dal mare, non ha i tratti taglienti del garfagnino classico, la sua voce non è affilata. Parla con voce calda, misurata, mischia la contemplazione della bellezza alla rivendicazione dell'appartenenza. Ha capito che per arginare Golia dovrà coinvolgere tutte le forze Apuane, umane e culturali; se potesse smuoverebbe anche quelle selvatiche, le anime dei boschi apuani, e prova a farlo.
Usa tutto quello che trova per arginare il Golia predatore di turno, usa le storie, gli antenati, i segni degli antichi impressi sulle rocce, ha stretto un patto con la sua terra e con la roccia apuana.
Una delle ultime sue armi è un trombone fatto con la buccia di castagno che suona in direzione del cielo; spera, con quelle vibrazioni, di mandare in tilt le apparecchiature elettroniche dell'elicottero di Golia.
L'ultimissima sua arma è il Fiordaliso del monte Borla, un bellissimo fiore simbolo delle Alpi Apuane; Stefano lo agita verso l'elicottero, con chissà quale intento, come se sollevasse le Apuane intere.
Fiori e tromboni.
I fiori in realtà si disfano nel vortice creato dall'elicottero ma come le ghiande di Willow potrebbero improvvisamente rivelarsi molto potenti.
Dei tromboni di sola buccia resta un robusto palo di castagno, un possente randello lungo quanto l'altezza di un uomo.
Come Willow, nemmeno Stefano sembra adatto a lottare fisicamente, tuttavia il batacchio di castagno appena sbucciato per fare il trombone è bianco e durissimo, perfetto per dare pesanti bastonate.
Dovrà Stefano, come Willow, arrivare a battersi per la sua identità, per la sua terra, per i suoi ideali?
Il pennato poi, simbolo archetipo apuano e non solo, è una vera e propria arma bianca, dorso del ferro nero e lama lucente, e pende dal suo fianco...