martedì 21 aprile 2015

Meditazione!?

Diversa letteratura scientifica mondiale afferma che la meditazione dà i seguenti vantaggi:

  1. Relazioni autentiche, più profonde  ed empatiche, sviluppo della consapevolezza
  2. Capacità di concentrazione ed accesso alla creatività
  3. Miglioramento della mappa genetica del DNA, miglioramento del sistema immunitario, regolazione dei livelli di insulina
  4. Abbassamento dei livelli ansiogeni e dello stress, aumento della serenità e sperimentazione della felicità interiore, argine alla depressione
  5. Incremento dell'energia sessuale, incremento della fertilità, regolazione della pressione arteriosa e del peso corporeo, ringiovanimento della pelle, abbassamento del tono muscolare in funzione del rilassamento
  6. Una mente gestibile con miglioramento della memoria
  7. Aumento della capacità di realizzare (produttività)
  8. Rallentamento delle onde cerebrali alla frequenza del sonno profondo.
  9. Rallentamento del battito cardiaco e della frequenza respiratoria
Può darsi, vari sperimentatori hanno riferito questi risultati ed anch'io sono di questo parere.
Detto questo voglio aggiungere che, salvo casi particolari, si arriva alla meditazione facendo un percorso così riassumibile:

  1. Analisi e studio delle proprie convinzioni, abitudini ed attitudini personali
  2. Analisi e studio delle proprie convinzioni, abitudini ed attitudini sociali
  3. Intervento sulla struttura personale fisica e psichica
  4. Verifica del livello energetico disponibile
  5. Studio dei 5 sensi e della loro relazione con la mente e con gli oggetti dei sensi
  6. Sviluppo della capacità di concentrarsi

Questi sei punti rappresentano la premessa, il prerequisito, la preparazione necessaria per avvicinare la meditazione; l'ha detto e scritto uno studioso di nome Patanjali.

Paragoniamo la città di Roma allo stato meditativo e la città di Bologna allo stato attuale della persona che vuole meditare, il suo punto di partenza. Per andare da Bologna a Roma si attraversano sei località corrispondenti ai sei punti sopra esposti.

Dunque, partito da Bologna per andare a Roma mi trovo a Firenze.

Mentre attraverso Firenze posso dire che sto andando a Roma, non che sono già a Roma.

Similmente, durante il percorso necessario per arrivare a meditare, per esempio mentre mi esercito nella visualizzazione od in altre pratiche, posso dire che sto avvicinandomi alla meditazione, non che sto già meditando.

Con questo voglio dire che non è corretto definirsi meditanti se ci si sta rilassando, se si sta pensando, se si sta visualizzando o se si stanno facendo quattro salti.

Se si pensa si pensa, se si immagina si sta immaginando, se si salta si sta saltando; se si attraversa Firenze non siamo a Roma, si aumentano le possibilità di arrivarvi perchè un tratto di strada è già stato fatto.

La meditazione è per tutti in quanto prerogativa umana: quando si sceglie il percorso yogico, e la meditazione ne fa parte, si sceglie appunto, un percorso.

Quindi quando sentite in giro inviti generici alla "meditazione" garantita seduta stante, ricordate che si tratta, nel migliore dei casi e salvo casi eccezionali, di un percorso di avvicinamento alla meditazione stessa.

La meditazione non si fa, la meditazione si è. Ovvero la meditazione è uno stato di coscienza e chi è in quello stato medita sempre, ovunque si trovi; tutti gli altri si possono solo preparare. 

Insomma il termine meditazione è spesso abusato ed usato impropriamente.

Le semplificazioni possono facilitare la vita, le inesattezze possono generare confusione.

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